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Fattura Elettronica B2B: i primi numeri sono positivi

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Fattura Elettronica B2B: i primi numeri sono positivi

Obiezioni_sul_prezzoNel nostro blog, abbiamo affrontato l'obbligo di Fatturazione elettronica B2b da un punto di vista normativo, cercando di fornire le linee guida per l’adeguamento, e tecnologico grazie all’integrazione tra il gestionale Cloud Starty ERP e l’intermediario accreditato 2C Solution.

Oggi, pensando a tutti coloro che, sperando in un rinvio mai arrivato, sentono un leggero panico farsi strada, vogliamo guardare i risultati dei primi giorni dell’obbligo di fatturazione elettronica B2B.

La nostra domanda è semplice.

Il panico è giustificato?

I primi dati del Ministero dell'Economia (MEF) sembrerebbero suggerire di no…

Introduzione

Dal 1° gennaio 2019, con la Legge di Bilancio 2018, lo stato italiano diventa ufficialmente il primo in Europa a rendere obbligatoria la Fatturazione Elettronica non solo verso la PA (obbligo qui istituito già dal 2014) ma anche verso aziende e privati.

Solo il 25% degli stati europei ha infatti reso obbligatoria una qualche forma di dematerializzazione della fatturazione, limitandosi però a coprire la sola fatturazione elettronica con la PA.

Il caso del Portogallo

Tra questi, una menzione particolare spetta al Portogallo, che ha reso obbligatoria la Fattura Elettronica B2G (Business to Government) già a partire dal 2013. Allo scopo di combattere la grave evasione fiscale che li affligge, i portoghesi decidono infatti di passare alla “e-fattura” e collegare tutti i registratori di cassa del Paese all’Agenzia delle Entrate, in modo da tener traccia di ogni fattura o scontrino emesso.

I cittadini potranno poi detrarre le spese registrate sul sito dell’Agenzia delle Entrate – senza bisogno di conservare gli scontrini – e sperare di vincere alla lotteria statale a cui ogni scontrino emesso partecipa.

I risultati? Invidiabili!

L'INE (Istituto Nazionale di Statistica del Portogallo), riporta i seguenti dati:

  • +3,2% → PIL ai prezzi di mercato

  • +5,6%   Spesa per consumi delle famiglie

  • +12,5%  → Gettito IVA

  • +23,7%  Gettito da imposte societarie

  • +28,9%  → Gettito da imposte sul reddito personale

La riforma ha quindi consentito al Portogallo di migliorare i conti pubblici senza alzare le tasse (leggi l'articolo dell'Espresso per approfondire).

Le ragioni del nuovo obbligo

Non è certo una novità che anche l’Italia, come il vicino lusitano, soffra la piaga dell’evasione fiscale. Come riporta il Politecnico di Milano, infatti, nel 2014 l’evasione IVA in Europa raggiunge i 160 miliardi: di questi, un buon 25% - circa 40 miliardi – sono tutti italiani.

L’evasione può avvenire sostanzialmente in 3 modi:

  1. Evasione con consenso (quando non c’è l’emissione della fattura)
  2. Evasione senza consenso (quando le fatture non vengono registrate)
  3. Omesso versamento dell’IVA

Secondo il disegno statale, la fatturazione elettronica può contribuire a diminuire i punti 2 e 3.

Quindi, lo scopo primario di questa manovra fiscale è quello di ridurre il fenomeno dell’evasione fiscale, ma i vantaggi che ne derivano sono molti: primo fra tutti, uno svecchiamento dei sistemi informativi delle aziende, che snelliscono così la propria burocrazia. Meno burocrazia significherebbe rendere maggiormente attraente il mercato italiano e attrarre maggiori investimenti.

In poche parole, quindi, l’obiettivo è arrivare a gestire in maniera totalmente telematica il processo di fatturazione per garantire controllo fiscale e maggiore competitività.

I primi risultati della Fatturazione Elettronica B2B 

Per ora, questo obbligo interessa circa il 56% delle partite IVA italiane (sappiamo, infatti, che sono per ora escluse alcune categorie, come i forfettari), per un totale di 2,8 milioni di imprese, 2 milioni dei quali sono composti da PMI e Micro Imprese.

Nel corso del 2018, le aziende italiane hanno avuto la possibilità di anticipare e testare questo obbligo: secondo quanto dichiarato dall’Agenzia delle Entrate, fino a novembre 2018 sono già transitati attraverso il SDI circa 9 milioni di fatture B2B, con una frenesia crescente a mano a mano che si avvicinava la fine dell’anno.

Nel corso del 2019, secondo le previsioni del Polimi, verranno emessi circa 3 miliardi di e-fatture, per un recupero del gettito IVA di quasi 2 miliardi, anticipa in Dipartimento delle finanze del MEF.

L’ANC (Associazione Nazionale Commercialisti) si è più volte dichiarata contraria alla manovra, a loro avviso contraria al GDPR e tecnologicamente non ancora attuabile, viste le lamentele raccolte dagli utenti sul portale dell’Agenzia delle Entrate. Codacons arriva a parlare di “caos fiscale”, denunciando l’instabilità del portale e preparandosi a presentare un esposto per interruzione del servizio.

Di tutt’altro avviso sono invece la Confcommercio e il MEF, che placano gli animi portando i primi, positivi risultati dell’obbligo.

Il ministro dell’Economia Tria ha comunicato con entusiasmo i primi dati sulla fatturazione elettronica definendola “un successo”: sono già state registrate 8,1 milioni di fatture, con uno scarto del 7,3%: molto basso, se paragonato al 30% dei primi mesi della fattura PA!

La percentuale di scarto sembrerebbe “fisiologica” e sarebbe dovuta perlopiù a sviste, come errori nell’indicare il codice destinatario o l’imponibile, fatture duplicate, formati non accettati dal sistema.

Inoltre, è già stata resa disponibile la ricevuta per il 97% dei documenti inviati (ricevuta che il SDI ha 5 giorni di tempo per emettere).

In aggiunta, l’Agenzia delle Entrate ha predisposto delle sonde ad hoc per individuare eventuali anomalie – senza finora rilevarne - e una task force di 60 esperti a monitorare e gestire urgenze.

Secondo il governo, le resistenze a questo cambiamento si sgonfieranno da sole quando le imprese avranno compreso ed accettato il nuovo sistema informativo e ne sperimenteranno gli ormai indiscutibili vantaggi.

Secondo il Polimi, tali vantaggi avranno maggiore impatto su quelle aziende che hanno un alto grado di digitalizzazione del ciclo dell’ordine: in tal modo verranno abilitate innovative soluzioni di Supply Chain Finance, in quanto tutte le aziende riceveranno fatture elaborabili e in tempo reale e potranno quindi automatizzare la registrazione contabile e velocizzare così l’approvazione della fattura al pagamento.

Un nodo dolente, però, è la resistenza che molte aziende italiane dimostrano verso l’innovazione tecnologica (e in particolare delle PMI, che come abbiamo visto, compongono da sole più del 70% delle aziende interessate dall’obbligo di FE B2B).

Il Politecnico, ha dichiarato che nel 2018, il 45% delle PMI investe meno dell’1% del fatturato nel digitale: sostanzialmente auto-escludendosi dall’innovazione.

Per queste aziende, la spinta verso la digitalizzazione arriva per la ricerca di sistemi di facile utilizzo che permettano un aumento dell’efficienza interna: d’altronde, la disponibilità sia economica che di risorse umane costringe le PMI a guardare con maggiore attenzione rispetto alle grandi imprese all’efficacia e al risparmio. Altra leva importantissima per l’innovazione è la spinta normativa.

Con l’obbligo di Fatturazione Elettronica, queste 3 leve collaborano e obbligano le imprese italiane ad un modo di lavorare digitale, smart e integrato.

Claudio Rorato, direttore dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica & eCommerce B2b, ha dichiarato in un’intervista che il vero salto di qualità si avrà quando le imprese investiranno nella digitalizzazione di interi processi operativi e non solo sulla sola “dematerializzazione di un documento.”

In pratica, la fattura è solo il primo passo per la digitalizzazione, a cui le aziende più lungimiranti faranno seguire anche altri processi (come l’evasione ordini, la gestione del magazzino e dei pagamenti ecc).

Conclusioni

Concludendo, quindi, a nostro parere è inevitabile che un’innovazione di questa portata comporti alcune difficoltà iniziali, ma siamo altrettanto certi che si tratta di difficoltà superabili, grazie anche all’ausilio della tecnologia, ormai alleato indispensabile per la buona riuscita di qualsiasi business.

Per offrire ai nostri clienti tutto il supporto tecnologico utile ad affrontare il nuovo obbligo di fatturazione elettronica B2b con serenità, abbiamo ulteriormente potenziato il nostro gestionale Cloud, Starty ERP, che già permette di gestire i principali flussi operativi in modo integrato ed efficiente.

Chi volesse continuano a lavorare all’interno del proprio gestionale, senza preoccuparsi dell’invio, la ricezione e la conservazione delle proprie fatture elettroniche può infatti attivare il connettore al portale di 2C Solution, l’intermediario certificato AGID selezionato dal gruppo Impresoft.

 

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